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Salve,
mi chiamo Anna e lavoro con un contratto a progetto presso una azienda che si occupa di marketing. Recentemente mi sono operata alla rotula e ho trascorso qualche giorno in ospedale.
Ma il contratto a progetto non prevede la malattia nemmeno in questi casi più "conclamati"?
Salve Anna,
il contratto a progetto non prevede l’indennità di malattia perchè si tratta di un rapporto di lavoro non subordinato. Fa eccezione il periodo del ricovero ospedaliero.
Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, guarda le ultime tabelle dell’Ocse sui salari reali nei paesi più sviluppati e non scorge nulla di nuovo. "Sono sempre gli stessi dati", osserva. "Non a caso è stata fatta la riforma del modello contrattuale".
La colpa dei bassi salari italiani è del sistema contrattuale introdotto nel ‘93?
"Negli anni Novanta l’Italia ha scelto una strada sbagliata per aderire ai parametri europei: quella della cosiddetta moderazione salariale. Così un modello contrattuale fortemente centralizzato ha dato luogo a bassi salari e bassa produttività".
Ma la produttività è bassa anche perché in Italia ci sono tantissime piccole aziende e poche grandi?
"Non è assolutamente così. Le piccole imprese sono quelle che alzano la produttività. D’altra parte la produttività reale è più alta di quella che viene registrata ufficialmente. E questo vale anche per i salari delle imprese più piccole".
Sì, ma solo perché una parte della retribuzione viene data in nero.
`Diciamo che c’è stata una componente salariale sommersa. Il punto è che quel modello contrattuale ha scontentato tutti: alta pressione fiscale, bassi salari, bassa produttività e alto costo del lavoro per unità di prodotto. Ecco perché è sacrosanta, nonostante sia piuttosto tardiva, la riforma concordata dalle parti sociali, sostenuta dalla detassazione del salario variabile. E’ bene ricordarsi che sono le stesse cose proposte nel ‘97 dalla "Commissione Giugni". Ma ora bisogna passare a un nuovo modello decentrato e molto più "caldo", fatto di condivisione. Estendere, in sostanza, quella cultura partecipativa che c’è già in molte piccole imprese`.
Qual è il vantaggio per i lavoratori in un fase di crisi? Perdere il lavoro o andare in cassa integrazione perché l’impresa va male?
`Noi pensiamo che la partecipazione al rischio di impresa non possa avere solo un profilo negativo, come è stata finora. Si devono trovare forme di partecipazione che consentano ai lavoratori di riflettere nel proprio salario la parte positiva del rischio dell’impresa. E devono essere parti importanti del retribuzione`.
Pensate a forme di azionariato dei dipendenti?
"Anche. Ma devono essere le parti sociali a decidere e a scegliere azienda per azienda".
Perché non presenta una legge a sostegno della partecipazione?
"L’ho già fatto nella scorsa legislatura sulla base delle indicazioni di Marco Biagi. In questa legislatura il senatore Maurizio Castro, d’accordo con il governo, ha presentato il medesimo testo che integrato con la proposta del senatore Treu può presto portare a una legge condivisa. Ciò è anche un merito dei sindacati che hanno accettato di condividere la gestione di questo tempo di crisi".
Autore: ROBERTO MANIA
Fonte: REPUBBLICA.IT
Creare e gestire i profili di personaggi pubblici e aziende su Facebook - ed altri social media - è stata l’idea vincente di una giovanissima imprenditrice milanese.
L’esigenza di dar vita ad una vera e propria professione nasce anche dall’attuale stato del mercato che, a causa della crisi in essere, non permette facile accesso a posizioni lavorative per i giovani all’interno delle aziende.
Li definiscono “digital native” quelli che, come lei, sono nati nella Rete per poi fare del Web una fucina di nuove professioni e di attività imprenditoriali. Ci riferiamo a Sara Caminati, ventiquattrenne, nel mondo del web da oltre 6 anni, che ha investito tutte le proprie energie nella comunicazione online, rinunciando ad un Master pur di continuare il proprio percorso professionale.
E’ nata così la figura del Personal Digital VIP, ovvero di colui che accompagna un personaggio pubblico, politico e talvolta anche le aziende - o i loro prodotti - in un percorso di creazione e notorietà della propria immagine sul Web.
Ho appena ricevuto una e-mail da Talentfinder in cui mi si dice che il mio "profilo non risulta completamente in linea con i requisiti richiesti per la posizione di addetta alla vendita" in un negozio di abbigliamento pre bambini. Ho 3 domande:
1)come fa una persona che ha fatto ESATTAMENTE QUESTO mestiere per 22anni a non essere adatta?
2)cos’è che manca esattamente al mio "profilo" di tanto importatnte da precludermi la possibilità anche solo di un colloquio?
3)se anche avendo nelle mani "il mestiere" non trovo uno straccio di azienda seria che mi dia credito, quale possibilità ho di trovare lavoro?
Se qualcuno ha una risposta, si faccia avanti, perchè francamente comincio ad avere seriamente paura per il mio futuro.
Grazie.
FRANCESCA


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